Come calcolare la lunghezza del feto

La lunghezza del feto è uno dei parametri che vengono valutati durante il corso della gravidanza, al fine di monitorare il corretto sviluppo dell'embrione e successivamente del feto.

Conoscere la lunghezza del feto durante le settimane di gravidanza, permette di valutare principalmente l'età gestazionale attraverso la prima ecografia ostetrica.

Oltre ciò, il fatto di stabilire la lunghezza del feto serve a valutare la crescita fetale evidenziando eventuali anomalie morfologiche durante la seconda ecografia detta anche morfologica, e la corretta crescita durante le successive ecografie fino al termine della gravidanza.

Ogni settimana la lunghezza del feto aumenta, e queste variazioni vengono misurate attraverso l'ecografia ostetrica. I valori riscontrati della lunghezza del feto vengono successivamente confrontati con le tabelle di crescita fetale, per definire il percentile in cui si trova lo sviluppo del bambino.

Le tabelle della lunghezza del feto

Le tabelle di crescita sono delle tabelle validate scientificamente, a cui il mondo medico-ostetrico fa rierimento. Queste tabelle nascono da attente analisi statistiche e forniscono delle curve che corrispondono ai percentili.

Bisogna ricordare che questi valori sono medi e servono come guida per monitorare la crescita fetale, ma vanno sempre adeguatamente valutati e contestualizzati alla situazione clinica della paziente.

Per questo motivo è indispensabile una valutazione medica che prenda in considerazione tutti gli aspetti della gravidanza e del bambino, nonchè della costituzione dei genitori, aspetto imprescindibile della valutazione stessa. Non conta soltanto il singolo valore ma l'andamento complessivo della crescita del bambino.

Le misure della lunghezza del feto sono solo una delle parti di valutazione della corretta crescita del bambino, a cui vanno aggiunte le valutazioniad esempio della funzionalità placentare, del liquido amniotico, dello sviluppo degli organi e della loro funzionalità.

Risulta perciò fondamentale effettuare le visite periodiche programmate dal ginecologo e dall'ostetrica, che permettono di monitorare nel tempo complessivamente la crescita del feto.

La prima ecografica ostetrica

Attraverso la prima ecografia ostetrica, fortemente raccomandata e da eseguire entro le prime 10 settimane di gravidanza, si determinano le prime informazioni sull'embrione e sull'andamento della gravidanza.

Effettuando la misurazione della lunghezza vertice-sacro (ovvero la lunghezza dalla testa al sacro del bambino), definita CRL (Crown Rump Lenght), il medico definisce la lunghezza dell'embrione e calcola le settimane di gravidanza.

Le settimane di gravidanza calcolate a partire dall'ultima mestruazione non sempre corrispondono alla datazione ecografica, ed è in questi casi che viene effettuata una ridatazione ecografica qualora fosse necessario.

La stima delle settimane di gravidanza, attraverso la misurazione del CRL è più attendibile rispetto alla stima calcolata a partire dall'ultimo ciclo mestruale, perchè il CRL appare costante in feti di identica datazione.

Definendo l'epoca gestazionale è possibile inoltre definire la data presunta del parto, anch'essa possibile di ridatazione se c'è stata una ridatazione ecografica della gravidanza. Nelle prime settimane di gravidanza non è possibile calcolare la lunghezza totale dell'embrione poiché questo si trova in posizione fetale rannicchiata.

Calcolatore lunghezza feto

La seconda ecografica, ovvero la morfologica

La seconda ecografia, detta anche ecografia morfologica, ha lo scopo di valutare la corretta crescita del feto ed il corretto sviluppo degli organi del bambino. A partire dalle 20 settimane di gravidanza è possibile misurare la lunghezza totale del bambino, dalla testa ai piedi.

Vengono misurati principalmente quattro parametri: la lunghezza del femore, il diametro biparietale della testa, la circonferenza addominale e la circonferenza cranica.

Questi tre valori vengono combinati tra loro ed attraverso dei calcoli matematici forniscono la stima della lunghezza e la stima del peso fetale.

Riguardo al peso del feto, non essendo possibile effettuarlo in maniera diretta, si parla di "stima peso" in quanto risulta una misura indiretta calcolata a partire dai quattro parametri sopracitati.

Calcolo della lunghezza del feto vs calcolo del peso del feto

Il calcolo della lunghezza del feto si basa a partire dalla lunghezza del femore (FL) mentre il calcolo del peso fetale si calcola in base alla lunghezza del femore, alla circonferenza cranica ed alla circonferenza addominale.

Un'ulteriore misura che viene effettuata è quella della lunghezza dell'omero, che assieme alla lunghezza del femore da un indice di crescita regolare delle ossa lunghe.

E' importante ricordare che tutte queste misurazioni del feto sono solo dei dati indicativi, che contengono al loro interno degli errori intrinseci non eliminabili, dettati dai limiti dell'ecografia stessa.

Inoltre la loro valutazione in confronto alle curve di crescita assunte come lo standard di riferimento, sono sempre delle valutazioni statistiche che contengono anch'esse un margine di errore.

Bambini più piccoli o più grandi ecograficamente rispetto alle curve di crescita, possono essere del tutto sani proprio perchè esiste un margine di errore nella valutazione stessa, perchè le curve di crescita sono delle medie statistiche e perchè le misure non sono decontestualizzabili da valutazioni più complete.

Calcolatore lunghezza feto
Calcolatore peso fetale

A cosa serve l'ecografia biometrica

Tra la 28esima settimana e la 32esima settimana di gravidanza, ovvero nel terzo trimestre di gravidanza, viene effettuata l'ecografia biometrica, che come dice il nome stesso, serve a valutare la biometria.

La biometria consiste nella valutazione delle misure del bambino, del suo adeguato sviluppo e crescita rispetto alle curve di crescita standard, nonché delle eventuali malformazioni non rilevate nell'ecografia morfologica.

Tutte le misure vengono correlate all'epoca gestazionale in cui è giunta la gravidanza, e confrontate con le curve di crescita. Questo fornisce i percentili di crescita in cui si trova il feto.

Tra i parametri rilevati: il diametro biparietale (BPD), la lunghezza del femore (LF), la circonferenza cranica (CC) e la circonferenza addominale (CA).

La misurazione sinfisi-fondo

Per controllare la crescita fetale è possibile utilizzare anche la misurazione sinfisi-fondo a partire dal secondo trimestre oltre all'ecografia, nello specifico a partire dalla 24esima settimana di gravidanza.

È un esame non invasivo, che si effettua ambulatorialmente nel corso delle visite ostetriche programmate, che consta nella misurazione attraverso un metro da sarta, della lunghezza che va dal fondo uterino alla sinfisi della mamma.

La misura che si ottiene viene anch'essa messa in confronto alle curve di crescita per valutarne i percentili.

Secondo le linee guida NICE 2003 la misurazione sinfisi fondo andrebbe effettuata ad ogni controllo prenatale, ed annotata a partire dalla 24esima settimana, con lo scopo di stimare le dimensioni del feto ed individuare precocemente feti piccoli per l'epoca gestazionale o grandi per l'epoca gestazionale.

Una volta individuati i casi a rischio bisogna eseguire un approfondimento ecografico, esame principale e più affidabile per la valutazione biometrica, poichè la misurazione sinfisi-fondo ha una bassa accuratezza diagnostica.

L'utilizzo di diagrammi di curve di crescita personalizzati, che tengano conto di variabili fisiologiche come altezza, peso, parità ed etnia materne, può migliorare l'accuratezza diagnostica della misurazione della distanza sinfisi-fondo.

Disclaimer - Privacy - Cookies